POLITICA "In mezz'ora in più" Prescrizione. Gratteri: "Lodo Conte bis è mediazione a ribasso"

Новини за 10.02.2020

9 febbraio 2020

Il Lodo Conte bis "è una mediazione a ribasso. La prescrizione doveva costringere i politici a velocizzare il processo senza diminuire i diritti". Così Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro, ospite di 'In mezz'ora in più su Rai3. Il magistrato osserva intanto che nella mediazione di governo c'è "una disparità di trattamento" tra chi è assolto e chi è condannato in primo grado. Inoltre, osserva Gratteri, "la prescrizione serviva per costringere il legislatore, i politici a interessarsi a fare le modifiche per velocizzare il processo senza diminuire i diritti, questa è la madre di tutte le riforme". Da qui l'invito alla politica: "Bisogna fare delle modifiche legislative per creare un sistema dove non è più conveniente delinquere, non è solo questione di etica. Non perdiamo tempo con la prescrizione, ma applichiamo la tecnologia per velocizzare i processi". -

Parlando della corruzione nella giustizia, Gratteri parla di un fenomeno che coinvolge "il 6-7%" dei magistrati. Una realtà contenuta ma "inaccettabile, incredibile, perché noi guadagniamo bene, non c'è giustificazione, è ingordigia", taglia corto il magistrato Gratteri inoltre torna a parlare della maxi-operazione in Calabria che ha portato a 330 arresti, smantellando le cosche di 'ndrangheta del Vibonese e permettendo di ricostruire i legami e gli affari con l'imprenditoria e la politica: "Se uno è in malafede può dire che l'indagine sulla 'ndrangheta è fallita perché sono state scarcerate delle persone. Impiegate tremila persone, e la cosa terribile è stato anticipare di 24 ore l'operazione per fuga di notizie, ma sappiamo chi è stato". Il Procuratore di Catanzaro poi rispondendo a Lucia Annunziata a una precisa domanda sul Csm ha comentato: "In questo Consiglio superiore della magistratura vedo una forte etica, vedo gente che si indigna. E' un Csm che mi piace, è molto serio, molto duro". "Ho conosciuto Renzi nel 2014, il giorno prima che andasse dal presidente Napolitano. Non è che mi fidassi di Renzi, gli dissi quello che bisognava fare e lui era d'accordo su tutto, parlammo di cose strutturali che riguardavano il sistema giudiziario" ha poi detto Gratteri rispondendo a una domanda sulla sua mancata nomina a ministro della Giustizia. "Perché il veto di Napolitano? Chiedete a lui. Pare che avesse detto che sono un pm troppo caratterizzato. Non so cosa volesse dire - ha aggiunto Gratteri -. E' vero che sono molto indipendente e non faccio parte di nessuna corrente, ho un carattere duro, non conosco mediazioni al ribasso. In ogni caso, una volta finito l'incarico di ministro, avrei guidato un'azienda agricola, sono un bravo agricoltore, di certo non avrei fatto più il magistrato per una questione di serietà e credibilità". 

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